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Plusvalenza su immobile all’asta

Valerio Pisano

Valerio Pisano

Ideatore e fondatore del metodo Aste&Investimenti

Quando si parla di plusvalenza, sia in caso di acquisto di un immobile all’asta che al di fuori di essa, le regole sono sempre le stesse.

La plusvalenza si applica quando si vende un immobile prima che siano trascorsi 5 anni dall’acquisto, sia che si tratti di un investitore che lo vende, sia che si tratti di una persona fisica che ha richiesto il beneficio della prima casa e sta vendendo l’immobile prima del quinquennio.

La plusvalenza immobiliare corrisponde al 26% del guadagno. Quindi, se si vende prima del quinquennio, si è soggetti alla plusvalenza in quanto si sta effettuando un’operazione speculativa. È importante notare che non si è obbligati a pagare immediatamente la plusvalenza, ma si ha la possibilità di includere il profitto nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Supponiamo di guadagnare 10.000 euro dalla vendita di un immobile che è stato acquistato l’anno scorso. È possibile decidere se pagare immediatamente la plusvalenza utilizzando il modulo dedicato e presentando un assegno circolare di 2.600 euro al notaio al momento della vendita. In alternativa, si può scegliere di includere i 10.000 euro di profitto nell’imposta sul reddito nella dichiarazione dell’anno 2025.

La determinazione della plusvalenza tiene conto dell’acquisto del bene e delle relative spese, come le commissioni del notaio e dell’agenzia immobiliare, e le spese di ristrutturazione, se documentate con fatture. Tali spese vengono presentate al notaio insieme al modulo per la dichiarazione della plusvalenza, e si paga il 26% del guadagno realizzato.

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Valerio Pisano

Valerio Pisano

Ideatore e fondatore del Metodo Aste&Investimenti